Palazzi dei Rolli, i Palazzi di Via Garibaldi

Golf RAPALLO

è a circa 45 minuti da Genova. Pertanto la visita dei Palazzi dei Rolli, i Palazzi di Via Garibaldi diventa una combinazione magica che vi farà vivere il relax di un percorso meraviglioso e molto vario insieme alle molteplici attrazioni che la città “superba” è in grado di offrire.

Genova - Palazzo della Meridiana - Palazzi dei Rolli

Genova – Via Garibaldi – Palazzo della Meridiana

Sicuri del vostro gradimento sul primo articolo, dati gli splendidi commenti che abbiamo ricevuto, ci accingiamo ad esplorare la seconda parte dedicata ai Palazzi dei Rolli, ossia quelli che fanno parte della prestigiosa Via Garibaldi, conosciuta anche come la meravigliosa “Strada Nuova” di Genova del XVI secolo. Nel caso avessi bisogno di consultare la piantina di Genova con le vie dei Palazzi, puoi cliccare qui.

 

8 – Palazzo Agostino Pallavicino     (Via Garibaldi, 1) – Edificato nel 1558     

Palazzi Rolli - Agostino PallavicinoEcco il primo palazzo di Via Garibaldi completamente terminato (nel 1560) dopo soli due anni di lavoro. L’opera architettonica è del Maestro Bernardino Cantone, eretta su volontà di Agostino pallavicino che all’epoca era un membro influente del governo della Repubblica Marinara di Genova. L’edificio è uno dei pochi tra i Palazzi Rolli ad avere ben 3 affacci su strade importanti.  Il primo, quello principale, è ovviamente quello su Via Garibaldi e presenta il bugnato in pietra grigia atto a creare un grande ed efficace contrasto con il marmo bianco di Carrara presente nel portale d’ingresso al palazzo, nelle cornici delle finestre e dei suoi timpani e nella splendida fascia con decorazioni a meandro che suddivide i piani dell’edificio. Il secondo affaccio, quello su Piazza Fontane Marose, presenta le stesse identiche caratteristiche eccezion fatta per il portale d’ingresso che qui non è presente. Il grande spazio offerto dalla Piazza permette al passante la visione d’insieme dell’opera architettonica. Il terzo affaccio è particolare in quanto l’edificio nel 1864 subisce un grosso intervento per consentire l’apertura della via Interiano che collegherà in maniera più comoda Piazza Fontane Marose alla parte di città collinare retrostante via Garibaldi. Nella seconda metà del ‘700 il palazzo cambia proprietario venendo acquisito dalla famiglia Cambiaso fino al 1922 quando verrà nuovamente venduto al Banco di Napoli che vi insedierà il suo polo operativo. Ad oggi il palazzo è sede della Banca Unicredit e pertanto non è visitabile se non per le operazioni inerenti al proprio conto corrente. Nell’atrio del palazzo sono visibili le armi araldiche della famiglia patrizia dei Cambiaso. Destano poi grande pregio ed ammirazione i due affreschi realizzati dai fratelli Semino, Andrea ed Ottavio. Nel salone si può contemplare la storia di “Amore e Psiche”, mentre nel salotto del piano nobile sono raffigurate le scene del “Ratto delle Sabine”. Il Palazzo è proprietà di una Banca, quindi visitabile solo in occasioni speciali.

 

 

 

 9 – Palazzo Pantaleo Spinola  (Via Garibaldi, 2)   –    Edificato nel 1558                         E’ il primo edificio sulla sinistra di Via Garibaldi arrivando da Piazza Fontane Marose e fu commissionato dal nobile Pantaleo Spinola al Maestro Bernardo Spazio. Nel complesso l’edificio è tra i più sobri, perlomeno vedendolo dall’esterno. Sia la facciata che dà sulla ex Strada Nuova che quella che dà su Piazza Fontane Marose presentano la caratteristica “Alessiana”, ove 5  assi di finestre vengono distribuite sul prospetto dell’edificio. Entrambe le facciate si presentano prive di affreschi o decorazioni. L’unico importante “movimento” viene attribuito al palazzo dal grande portale in marmo bianco realizzato da Giovanni Orsolino e presenta infatti due imponenti colonne doriche a sostegno dell’arcuato timpano su cui poggiano le statue raffigurative della Prudenza e della Vigilanza. Sulla volta del grande salone del piano terreno  possiamo apprezzare l’affresco che rappresenta l’Allegoria della Pace, opera realizzata da Domenico Piola.

Gli altri affreschi presenti in questa sala sono invece creazioni dei fratelli Carlone e narrano le vicissitudini di episodi biblici. Salendo l’elegante scalone si accede poi al piano nobile ove si trova un’altro affresco del Maestro Piola, coadiuvato dall’artista Paolo Brozzi, che rappresenta l’offerta a Giove delle chiavi del tempio di Giano. Questa sala consente l’accesso al terrazzo ove nel suo ninfeo si trovava una grande scultura del francese Pierre Puget, ossia l’opera in marmo in stile Barocco rappresentante il “Rapimento di Elena”. Questo palazzo è solitamente visitabile durante i “Rolli Days” accompagnati dagli studenti della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali.

10 – Palazzo Franco Lercari – (Via Garibaldi, 3)  Edificato nel 1571

 Palazzo Franco LercariQuesto palazzo fu fatto erigere da Franco Lercari, a suo tempo a Genova conosciuto anche come “l’uomo ricco”, visti i suoi vari possedimenti e le fortune accumulate grazie al commercio. Sfortunatamente non si conosce il progettista di questo edificio a tre piani dotato in facciata, nella parte del piano terreno, di una decorazione a bugnato detta “a punta di diamante”. Ai piani superiori invece il prospetto è dotato di logge e terrazze per dare un senso di maggiore leggerezza all’edificio. Il portale è ornato da due telamoni dal naso mozzo, opera dello scultore Taddeo Carlone, che sorreggono la trabeazione. In queste due raffigurazioni l’artista sembra che abbia voluto rievocare lo spirito dell’antenato del committente, Megollo Lercari, il quale puniva i suoi nemici con la pena della mutilazione di naso ed orecchi.

Saliti al primo piano nobile si possono dapprima ammirare i busti di Franco Lercari e sua moglie (Antonia De Marini) e poi contemplare affreschi di battaglie e svariati paesaggi firmati dall’artista Antonio Semino. Al secondo piano nobile incontrerai invece l’opera d’arte più importante del palazzo, l’affresco di Luca Cambiaso che narra le gesta della realizzazione del fondaco dei genovesi a Trebisonda. Grazie a questa grande realizzazione di Megollo Lercari i genovesi poterono commerciare con la propria colonia sita sulle sponde dell’odierno nord-est della Turchia. Durante i “Rolli Days” è solitamente visitabile il solo atrio di questo edificio in quanto è destinato a residenze ed uffici privati. Il palazzo è dal 1845 proprietà della famiglia Parodi.

11 – Palazzo Tobia Pallavicino  (Via Garibaldi, 4) – Edificato nel 1558

Palazzo Tobia PallavicinoEretto su progetto di Gian Battista Castello detto “il Bergamasco” su commissione dell’abile finanziere genovese Tobia Pallavicino. La costruzione è stata costituita inizialmente da un blocco cubico di due piani più due mezzanini, successivamente sopraelevato di un piano in armonia con i piani sottostanti nel XVIII secolo con il passaggio di proprietà alla famiglia Carrega. Esternamente, il palazzo si presenta con una raffinata facciata in pietra del Finale e trattata a bugnato al piano terra, mentre al primo piano è adornata da lesene ioniche, cornici marmoree alle finestre e da un alternarsi di timpani triangolari e centinati. Entrando nel palazzo, si può notare al piano terreno una distribuzione semplice degli spazi caratterizzati da atrio, scale, salone, giardino interno e ai piani superiori da un loggiato e una sala, ma da due rampe perfettamente simmetriche (di cui una cieca) rendono l’ atrio particolarmente scenografico.

Sempre nel Settecento, il palazzo venne considerevolmente ampliato poichè vennero costruiti due bracci laterali che ad oggi racchiudono un cortile interno e da uno spazio per una galleria dorata realizzata dal pittore Lorenzo De Ferrari e caratterizzata da uno stile rococò genovese, insieme a sculture sinuose in stucchi dorati  e affreschi, presenti anche nelle sale e nei salotti. Dal 1922 ad oggi il palazzo è proprietà della Camera di Commercio, alla quale si deve il restauro in seguito a danni riportati nel 1942 a causa di un bombardamento.  Accedi qui alle altre foto del Palazzo Tobia Pallavicino. 

 

12 – Palazzo Angelo Giovanni Spinola (Via Garibaldi, 5) – Edificato nel 1558

Palazzo Giovanni SpinolaIl palazzo venne commissionato all’architetto Giovanni Ponzone da Angelo Giovanni Spinola, che era un marchese di Arquata, ambasciatore della Repubblica presso Filippo II di Spagna e banchiere dell’Imperatore Carlo V. Purtroppo non ebbe la possibilità di vedere terminato il suo palazzo poiché morì nel 1560, ma aveva comunque concordato con il costruttore la costruzione e la conclusione. Esternamente, il palazzo presenta una facciata ricca di affreschi che raffigurano soggetti celebranti vittorie militari e riproducenti membri della famiglia Spinola vestiti come condottieri romani. Internamente, si possono ammirare l’ampio atrio, il solenne scalone ed il grandioso salone del piano nobile caratterizzati da affreschi di Andrea Semino, Bernardo Castello e Lazzaro Tavarone.

 

 

Appartenuto alla famiglia Spinola fino al XX secolo, la struttura ad oggi risulta fortemente alterata da interventi urbanistici e dalle trasformazioni dei diversi istituti di credito che a partire dal 1919 ne sono diventati, nel tempo, proprietari. Dal 1930 ad oggi il primo piano “nobile” ospita  il club più esclusivo dei genovesi, il “Circolo Artistico Tunnel”, i cui soffitti sono decorati  da un ciclo di affreschi con episodi di Storie greco-romane.

 

13 – Palazzo Gio Battista Spinola  (Via Garibaldi, 6) – Edificato tra il 1564- 1567

 

 

Il palazzo venne ordinato dai fratelli Gio Battista e Andrea Spinola a Bernardino Cantone. In origine, vi era un netto contrasto tra l’esterno privo di decori e l’interno caratterizzato da sale affrescate ad opera di Luca Cambiaso e Andrea Semino raffiguranti le imprese degli Spinola, ad eccezione di un salone al primo piano nobile che non presenta dall’origine decorazioni alle pareti. Rispetto alla creazione iniziale, il palazzo ha subito nel seicento e settecento svariate modifiche per necessità  strutturali e la facciata esterna si presenta arricchita di oggetti e rientranze su disegno di A. M. Ricca, effettuata nel 1683-1684, effettuati in seguito a danni causati da bombardamenti causati dal Re Sole su Genova. Il palazzo presenta all’interno un giardino pensile, un ingresso non grande che si affaccia sul luminoso cortile sopraelevato da due gradini.  Nel 1740 il palazzo viene ceduto a Giorgio Doria che ne fa decorare la facciata e gli interni , tra cui una galleria di immagini, principalmente del XVII secolo, veri e propri capolavori, dal Grechetto ad altri artisti genovesi,  che adornano le camere. Ad oggi il palazzo è destinato a residenze private ed uffici, quindi solo l’atrio è visitabile.

 

14 – Palazzo Nicolosio Lomellini  (Via Garibaldi, 7) 

Palazzo Nicolosio LomelliniEdificato nel 1563, è il quarto palazzo a destra e venne commissionato da Nicolosio Lomellini su progettazione di Giovanni Battista Castello detto “Il Bergamasco” e diretto dall’architetto Bernardino Cantone.  Su richiesta del primo proprietario, la facciata esterna venne eseguita con originali stucchi da Marcello Sparzo, che eseguì anche la decorazione della volta dell’atrio a pianta ovale. Nel 1606 Nicolosio morì e gli subentrò il figlio Angelo che, per debiti ereditati insieme alla dimora, fu costretto a venderla a Luigi Centurione Scotto, marchese di Morsasco. Egli commissionò a Bernardo Strozzi gli affreschi del piano nobile. Le decorazioni del secondo piano e il ninfeo che fa da sfondo al cortile, vengono invece effettuati da Domenico Parodi su richiesta di successivi proprietari nel settecento (Carlo e Stefano Pallavicini).

 

 

Nello stesso secolo viene rivista la facciata esterna che presenta ancora oggi le finestre rettangolari ed un classicheggiante portale. Particolarmente piacevole da guardare durante la visita è il giardino esterno creato sfruttando il naturale declivio della collina sottostante e ricco di piantagioni provenienti da ogni continente.

 

 

Tra il XIX secolo ad oggi la dimora viene acquistata da 3 differenti proprietari. Il palazzo è una residenza privata ed è visitabile parzialmente.  Accedi qui per esplorare gli interni del Palazzo.       Per ulteriori approfondimenti puoi invece visitare il sito ufficiale di Palazzo Lomellino cliccando qui.

 

15- Palazzo Lazzaro e Giacomo Spinola (Via Garibaldi , 8-10) – Edificato nel 1584

Palazzo Spinola Lazzaro e Giacomoil palazzo venne edificato dai due cugini Lazzaro e Giacomo Spinola e presenta una architettura davvero unica in città perché si compone di due proprietà identiche affiancate e indipendenti, anche se esteriormente mostrano un volume unitario. Questa scelta architettonica risponde ad una esigenza di prestigio e di economia, la facciata è costituita da due portali di accesso alle distinte strutture ed è internamente decorato con motivi architettonici dipinti a fresco che rappresentano gli eventi di Antoniotto Adorno, la cui famiglia possiede il numero 10 dal 1609 con l’acquisto da parte di Filippo Adorno. L’altra parte dell’edificio vene invece acquistata nel 1612 da Giacomo Saluzzo, successivamente dai conti Scassi ed infine dalla famiglia Cattaneo.

 

 

Nel 1875 avvenne il matrimonio tra Luigi Cattaneo e Viola Adorno, per cui da allora le due proprietà sono tornate  ad essere nuovamente unite. Il palazzo è quindi dal 1875 interamente di proprietà della famiglia Cattaneo Adorno. Ad oggi il palazzo è ad oggi destinato a residenze private ed uffici.

 

16- Palazzo Nicolò Grimaldi (Via Garibaldi, 9) –  Edificato nel 1565

Palazzo Tursiil palazzo venne commissionato nel 1565 da Nicolò Grimaldi, detto il “Monarca” ai fratelli Domenico e Giovanni Ponzello. Egli era Principe di Salerno, duca di Eboli, conte di Rapolla e signore di Altavilla, nonché primo banchiere di Filippo II. Il palazzo venne edificato su un lotto sufficiente ad ospitare tre immobili ed è il più maestoso della via, caratterizzato da due ampi giardini attorno al corpo centrale. Il proprietario volle mostrare la sua ricchezza anche attraverso l’impiego nei prospetti di marmo bianco delle Apuane, della pietra rosa del Finale e della pietra nera del Promontorio. La forte pendenza del terreno spinse i costruttori a trovare soluzioni spaziali innovative, ampiamente riprese e sviluppate nel secolo successivo, per cui ancora oggi si possono riscontrare osservando l’asse di penetrazione, costituito dalla sequenza di atrio, scala e cortile sopraelevato per giungere infine ad uno spazio aperto e luminoso.

 

 

La scala viene quindi concepita come elemento scenografico fondamentale all’interno di un gioco di luci e prospettive. Nel 1569 la residenza diventa di proprietà Giovanni Andrea Doria, principe di Melfi ed Ammiraglio dell’Impero e nel 1593 al  figlio Carlo, Duca di Tursi, ai quali si deve la costruzione dei due loggiati a tre arcate che raccordano al primo piano, gli spazi destinati al giardino. Le sale furono prive di affreschi fino all’acquisto del palazzo da parte dei Savoia nel XIX secolo. Nel 1850 la struttura diventa sede del Municipio.  Ad oggi la residenza ospita il Municipio e un museo al suo interno.

 

17 – Palazzo Baldassarre Lomellini (Via Garibaldi, 12) – Edificato nel 1562  

Palazzo Lomellini Baldassarreil palazzo venne commissionato da Baldassarre Lomellina a Giovanni Ponzello. La facciata era decorata da un’architettura dipinta ormai perduta, descritta nel dettaglio da Rubens nel 1622. Internamente, la distribuzione degli spazi si presenta differente rispetto agli altri palazzi della via perché presenta un cortile sensibilmente rialzato. Nel 1587 passò di proprietà alla famiglia Salvago, nel 1770 a Cristoforo Spinola (a cui si deve il rinnovo neoclassico degli interni), successivamente a Domenico Serra e nel 1917 alla famiglia Campanella.  A questi ultimi si deve la ristrutturazione del palazzo in seguito ai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale nel 1942, che danneggiarono fortemente la sala principale, la loggia e la sala da pranzo ovale.

 

 

Di particolare pregio è un soffitto al piano nobile con decorazioni ed affreschi rappresentanti “Dido e Aeneas” di Gio Battista Castello e stucchi sulla parete ovest, poiché ancora originali. Il palazzo presenta oggi residenze private ed attività commerciali.

 

18- Palazzo Bianco (Via Garibaldi , 11) – Eseguito nel 1712  

Palazzo Bianco - Facciatail palazzo venne inizialmente costruito tra il 1530 ed il 1540  per volontà di Luca Grimaldi con ingresso su Salita San Francesco, ma venne successivamente acquistato dalla famiglia Brignole – Sale che lo fece demolire e  venne successivamente ricostruito tra il 1712 ed il 1717 ad opera dell’architetto Giacomo Viano. Questo palazzo è oggi un museo e sede di una importante pinacoteca che ospita importanti pitture fiamminghe del 400-500 e 600, pertanto merita un approfondimento successivo a parte.

 

Genova - Palazzo Rosso - Palazzi Rolli19- Palazzo Rosso (Via Garibaldi, 18- 20) – Eseguito nel 1671  venne fatto costruire da due fratelli , Rodolfo e Gio Francesco Brignole – Sale per essere adibito a dimora per le rispettive famiglie, per cui il palazzo presenta due piani nobili, uno per ciascun committente. Rimase di proprietà della famiglia Brignole Sale fino al 1846, quando Maria Brignole Sale De Ferrari, nota anche come Duchessa di Galliera, donò il palazzo al Comune di Genova per la realizzazione di un museo cittadino. Ad oggi il palazzo viene definito “Palazzo Rosso” per via del suo colore che lo fa particolarmente risaltare nella via. Essendo di particolare bellezza e pregio, merita anch’esso un approfondimento successivo a parte.

 

20- Palazzo Gerolamo Grimaldi (Salita di San francesco, 4) – Eseguito nel 1541

Palazzo della Meridianavenne fatto costruire dal cardinale Gerolamo Grimaldi Oliva, banchiere e mercante genovese, ancor prima della realizzazione dei palazzi di Strada Nuova ed ha ingresso da Salita San Francesco. L’edificio passò poi al figlio, che portò a compimento la decorazione interna con interventi di G.B. Castello (detto il Bergamasco), di Battista Perolli e Lazzaro Calvi. Di particolare pregio sono gli affreschi al piano nobile, tra cui il salone di rappresentanza con l’affresco di Luca Cambiaso raffigurante la “Storia di Ulisse”, e al piano terra con altre scene mitologiche. Alla fine del 1700 viene dipinta una Meridiana (orologio solare) sulla facciata divenuta ormai principale della dimora, per cui cambia nome in “Palazzo della Meridiana”.

 

 

Durante la seconda guerra mondiale, il palazzo è adibito ad ospedale militare e nel secolo scorso fu oggetto di interventi da parte di Gino Coppedè con elaborate decorazioni in stile liberty al suo interno nell’imponente cortile colonnato. In tempi recenti la dimora è stata acquistata da una società immobiliare e trasformata ad uso residenziale.

 

21– Palazzo Gio Carlo Brignole (Piazza della Meridiana, 2) – Eseguito nel 1671 

Palazzo Durazzoil palazzo viene eseguito nel 1671, su commissione di Gio Carlo Brignole a Pietro Antonio Corradi, che effettua una ricostruzione del palazzo paterno annettendo alcune case degli eredi di Bernardo de Franchi. La dimora presenta una struttura in perfetta armonia con i palazzi cinquecenteschi descritti precedentemente, anche se costruito successivamente nel 1671. E’ situato  sulla piazza della Meridiana in posizione ruotata rispetto l’asse di via Garibaldi e chiude la prospettiva di via Cairoli. In origine, l’ingresso principale era situato in Vico Santa Maria degli Angeli e possedeva un ampio giardino, il cui ingresso venne arricchito  di un portale marmoreo con due telamoni scolpiti da Filippo Parodi. Palazzo Durazzo - Portale d'ingressoPer lungo tempo esso offrì un verde fondale a Strada Nuova e ricopriva l’area dell’odierna Piazza della Meridiana, fino all’apertura di Strada Nuovissima (oggi Via Cairoli)  tra 1778 e il 1786, per cui l’ingresso venne spostato nella posizione attuale e il portale marmoreo divenne l’ingresso del Palazzo e il giardino venne totalmente sacrificato. Per l’occasione, il nuovo ingresso venne anche arricchito da un doppio portico su colonne e uno scalone. Di particolare pregio sono gli affreschi al piano nobile raffiguranti Flora, Prometeo che dà vita alla statua, Aurora, Diana in cerca di Endimione. La dimora rimase di proprietà della famiglia Brignole fino al 1820, passando alla famiglia Durazzo, che fece effettuare la decorazione delle due parti dell’atrio e il rifacimento dei pavimenti in pregiati marmi policromi. Ad oggi il palazzo è adibito a residenze ed uffici.

Qui si conclude la nostra panoramica dei Palazzi Rolli in Via Garibaldi, ci vediamo presto con i meravigliosi Palazzi di Via Balbi!

 

foto:   © Golf Revolution

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